ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Ossona
Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Ossona (MI), Giovanni Venegoni.
Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Il gruppo è nato nel nostro comune in seguito a un incontro pubblico che si è tenuto il 24 ottobre dello scorso anno. All’evento hanno partecipato circa 60 persone, segno di un forte interesse da parte della cittadinanza. Da lì è partita l’iniziativa che ha portato alla nascita del gruppo “Controllo del Vicinato – Occhi aperti su Ossona”.
In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Appena eletti, nel giugno 2024, abbiamo iniziato a parlarne, anche vedendo i cartelli del Controllo del Vicinato già presenti in alcuni paesi limitrofi. Successivamente, grazie a un cittadino Pierluigi Falvo – oggi nostro coordinatore – siamo entrati in contatto con Fausto Benzi, con il quale abbiamo organizzato un primo incontro conoscitivo. In quell’occasione, Fausto ci ha illustrato in modo chiaro e dettagliato l’attività dell’associazione “Controllo del Vicinato”. Da lì è nato il progetto di portarlo anche a Ossona.
Come è strutturato?
In meno di un anno, su circa 1920 famiglie residenti, abbiamo registrato 52 iscrizioni. È stato attivato un gruppo WhatsApp, gestito dal coordinatore Pierluigi Falvo, per facilitare la comunicazione tra i partecipanti e le varie segnalazioni.
L’Amministrazione come lo supporta?
L’Amministrazione offre pieno supporto al gruppo. Nel mese di maggio, ad esempio, insieme alla Polizia Locale abbiamo organizzato nelle sale comunali un incontro specifico per sensibilizzare la popolazione anziana sul tema delle “truffe agli anziani”, un fenomeno purtroppo molto diffuso.
Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
I dati certi sono in possesso alle autorità competenti. Tuttavia, oltre alle truffe “tradizionali”, oggi è importante mettere in guardia i cittadini, in particolare gli anziani, rispetto alle truffe telefoniche e online, che continuano a colpire con modalità sempre più sofisticate.
Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Sicuramente il Controllo del Vicinato promuove la coesione sociale; rimette al centro le relazioni tra vicini e tra gli abitanti dello stesso paese. Sapere che il proprio vicino è attento, presente e pronto ad aiutare dà un senso di comunità e di sicurezza che ha un valore inestimabile.
Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Voglio ribadire con forza che, come Amministrazione, siamo pienamente al fianco del gruppo del Controllo del Vicinato. Sosterremo in ogni momento tutte le iniziative che verranno proposte.
Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Il Controllo del Vicinato è una forma di sicurezza partecipata. Nel rispetto delle regole e delle normative, gli occhi dei cittadini che vivono quotidianamente il territorio rappresentano un importantissimo strumento di supporto per le forze dell’ordine. In questo modo si può contribuire concretamente ad aumentare la percezione di sicurezza all’interno della comunità. Pertanto, auspico in un aumento degli iscritti.