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Il tempo di una riflessione…

Quando il degrado chiama altro degrado: perché il Controllo del Vicinato-ACdV è importante

In molte realtà urbane e periferiche si osserva un fenomeno noto a chi studia la sicurezza urbana: quando in un’area abitativa iniziano a comparire segni di incuria — sporcizia, vandalismi, edifici trascurati —, questi tendono ad attirare ulteriore degrado. Con il tempo, il contesto peggiora e diventa terreno fertile per piccole forme di criminalità, dalla microdelinquenza allo spaccio.
Numerosi studi, tra cui quelli ispirati alla cosiddetta teoria delle finestre rotte, (che magari nei prossimi articoli tenterò di spiegare ed approfondire) hanno mostrato come il disordine percepito agisca da “via libera” psicologica per comportamenti antisociali. Non è solo un problema estetico: è una questione di percezione e di opportunità. Dove sembra che a nessuno importi, è più facile che qualcuno scelga di trasgredire.
In queste circostanze, iniziative come i gruppi di Controllo del Vicinato — cittadini che, senza sostituirsi alle Forze dell’Ordine, osservano, segnalano e si supportano reciprocamente — svolgono un ruolo cruciale. Queste reti di sorveglianza partecipata e solidale si basano sulla fiducia e sul senso di comunità, ma rischiano di perdere efficacia se mancano misure concrete di deterrenza, infrastrutture adeguate e un costante dialogo con le Istituzioni.
Le esperienze condotte in diverse città italiane dimostrano che la presenza attiva dei residenti, unita a interventi visibili delle Amministrazioni Comunali (illuminazione, pulizia, manutenzione) e al coordinamento con le Forze dell’Ordine, può invertire il trend negativo. Non si tratta di “fare la ronda” (peraltro illegale!) o di agire da soli, ma di essere occhi e orecchie vigili, pronti a segnalare problemi e a sostenere azioni di prevenzione.
Il degrado è contagioso, fermiamolo insieme, basta poco per far peggiorare un quartiere: una panchina rotta, sporcizia lasciata a terra, muri imbrattati. Se nessuno interviene, il disordine attira altro disordine… e presto arrivano piccoli furti, vandalismi, insicurezza.
I gruppi di Controllo del Vicinato funzionano davvero quando le famiglie si conoscono e dialogano tra loro, creando una comunità più unita e sicura. Non serve avere centinaia di adesioni: gruppi troppo numerosi rischiano di diventare semplici elenchi di nomi, senza la possibilità di socializzare e costruire rapporti reali.
La qualità della collaborazione è molto più importante della quantità di partecipanti.
In parole semplici: se il vicinato resta attento, unito e in contatto con le Istituzioni, il degrado non trova terreno facile. La sicurezza non è solo compito della Polizia: è il risultato di una comunità che si prende cura di sé stessa, giorno dopo giorno.
Un quartiere curato è un quartiere vivo e un quartiere vivo è il peggior nemico del degrado.

Settembre 2025

Leonardo Cordone
Socio e membro del Consiglio Direttivo ACdV – OdV

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