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Il tempo di una riflessione…

Vacanze e truffe agli anziani: come difendersi quando si resta soli

Con l’inizio delle vacanze, molte famiglie si allontanano dalle proprie abitazioni, lasciando spesso soli a casa gli anziani. Questo periodo rappresenta un’occasione propizia per i truffatori, che approfittano della solitudine e della vulnerabilità delle persone anziane per mettere in atto raggiri sempre più sofisticati.
Le truffe agli anziani si presentano in varie forme: finti tecnici, falsi carabinieri, operatori di servizi inesistenti o parenti in difficoltà che chiedono soldi urgentemente. Ad aggravare ulteriormente la situazione, hanno preso piede anche le truffe con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Spesso, le vittime — soprattutto anziani, ma non solo — ricevono telefonate da un “clone” vocale che riproduce la voce di un parente in difficoltà, il quale chiede urgentemente denaro per risarcire un danno causato da un presunto incidente stradale o per pagare una cauzione in seguito a un arresto. In estate, queste truffe si moltiplicano. I truffatori sanno bene che molti anziani rimangono soli e che la loro naturale disponibilità all’ascolto, unita alla paura di fare un torto o di essere scortesi, li rende bersagli ideali.
La difesa più efficace resta la comunicazione preventiva tra l’anziano e i propri familiari o conoscenti di fiducia. È fondamentale stabilire prima della partenza alcune regole di sicurezza, semplici ma efficaci, che possano aiutare a riconoscere subito un tentativo di truffa.

ECCO SEI REGOLE DA SEGUIRE:
1. La parola d’ordine
Stabilire con l’anziano una parola d’ordine segreta da usare in caso di emergenza è uno dei metodi più efficaci. Se qualcuno si presenta alla porta dicendo di essere stato mandato da un familiare, l’anziano può chiedere la parola d’ordine. Se non la conosce, la porta non si apre e si chiama subito un parente o le forze dell’ordine.
2. La domanda trabocchetto
Un altro trucco utile è definire una domanda-trappola da porre a chi chiama al telefono fingendosi un nipote o un familiare (“Come si chiamava il tuo cane da piccolo?”, “Qual è il tuo secondo nome?”). I truffatori raramente hanno queste informazioni personali.
3. Non fidarsi dell’urgenza
I truffatori spesso fanno leva sull’emergenza: “Tuo nipote ha avuto un incidente, servono subito dei soldi!”. È importante che l’anziano sappia che non deve mai agire d’impulso, ma verificare sempre la veridicità della situazione contattando direttamente i familiari o chiedendo aiuto a un vicino fidato.
4. Liste e contatti sicuri
Preparare un elenco con numeri di telefono sicuri e affidabili, da tenere accanto al telefono fisso o sul cellulare, può aiutare a evitare confusione e a reagire con prontezza. Meglio se affiancato da un cartellino con un messaggio chiaro: “In caso di dubbio, chiama prima di aprire!”
5. Simulare insieme alcune situazioni
Nei giorni precedenti alle vacanze, è utile simulare alcune situazioni con l’anziano: cosa fare se suonano alla porta? Cosa dire se arriva una telefonata sospetta? Questo “allenamento mentale” aumenta l’autostima e la capacità di reazione.
6. Non lasciare solo chi resta solo
Coinvolgere vicini di casa fidati, chiedendo loro di passare ogni tanto per un saluto o per controllare che tutto sia in ordine, può fare la differenza. Anche l’adesione ad una rete di sorveglianza partecipata tra vicini come l’organizzazione dell’associazione Controllo del Vicinato (ACdV), aiuta l’anziano a sentirsi meno solo e più sicuro.
In conclusione possiamo affermare che prevenire le truffe non è solo una questione di attenzione: è soprattutto una questione di relazione e dialogo. Parlare in anticipo, prepararsi insieme, e creare un sistema di piccoli accorgimenti può salvare gli anziani esperienze traumatiche e a volte devastanti.

Luglio 2025

Leonardo Cordone
Socio e membro del Consiglio Direttivo ACdV – OdV

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