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Il tempo di una riflessione…

Comitati di Quartiere e gruppi di Controllo del Vicinato: ruoli diversi, obiettivi complementari

Nel dibattito pubblico capita spesso che si generi confusione tra il ruolo dei Comitati di Quartiere e quello dei gruppi di Controllo del Vicinato (CdV). Si tratta invece di due realtà distinte, con finalità, funzioni e responsabilità differenti, che possono dialogare e collaborare senza sovrapporsi.

IL RUOLO DEI COMITATI DI QUARTIERE
I Comitati di Quartiere, regolarmente riconosciuti dagli Enti Pubblici, operano sulla base di uno statuto che ne definisce compiti e attività. Essi rappresentano un importante strumento di partecipazione civica e di interlocuzione con l’Amministrazione Comunale, occupandosi di:

  • rappresentare i cittadini del quartiere;
  • raccogliere segnalazioni e proposte;
  • dialogare con l’Amministrazione Comunale;
  • promuovere iniziative sociali e di partecipazione.

In poche parole, sono un punto di riferimento civico per la comunità e per il confronto con le istituzioni.
Il loro ruolo è quindi prevalentemente rappresentativo, consultivo e propositivo.

I GRUPPI DI CONTROLLO DEL VICINATO (CdV)
I gruppi di Controllo del Vicinato (CdV) sono invece costituiti da privati cittadini che aderiscono volontariamente al progetto di Sicurezza Partecipata promosso dall’associazione ACdV– (Organizzazione di Volontariato iscritta al Terzo Settore), senza necessariamente essere soci iscritti.
È fondamentale chiarire che:

  • i gruppi CdV non sono coordinati dai Comitati di Quartiere;
  • i Comitati possono favorire e promuovere l’adesione dei cittadini al progetto ACdV, ma non svolgono alcuna funzione di supervisione o guida;
  • i gruppi CdV non hanno alcun rapporto di dipendenza né con i Comitati di Quartiere, né con l’associazione ACdV, né tantomeno con Istituzioni pubbliche o private.

Ogni gruppo CdV è autonomo e deve esclusivamente:

  • rispettare le disposizioni emanate dalla Prefettura competente per territorio, veicolate tramite l’Amministrazione Comunale;
  • attenersi ai contenuti e alle finalità del progetto di Sicurezza Partecipata dell’associazione ACdV.

Qual è il vero obiettivo dei gruppi di Controllo del Vicinato?
Il Controllo del Vicinato non è vigilanza privata e non è protesta.
Il suo scopo è semplice e concreto:

  • attuare attività di prevenzione della microcriminalità nel proprio contesto     abitativo, attraverso l’osservazione, la segnalazione e soprattutto la coesione sociale tra vicini di casa.
  • rafforzare la collaborazione e la conoscenza tra vicini di casa,
    segnalare situazioni sospette alle autorità competenti, senza sostituirsi alle forze dell’ordine.

A volte, anche in buona fede, si rischia di andare oltre questi obiettivi. I gruppi CdV:

  • non devono promuovere proteste o iniziative politiche;
  • non sono strumenti per rivendicazioni personali;
  • non intervengono su temi che non riguardano la sicurezza del vicinato.

Un utilizzo improprio del ruolo dei gruppi CdV può infatti generare il rischio di strumentalizzazioni, a fini politici o personali, volte all’affermazione individuale o al perseguimento di interessi estranei agli obiettivi del progetto.
La collaborazione tra Comitati di Quartiere e i gruppi di Controllo del Vicinato è possibile e molto utile, ma deve essere chiara:

  • favorire e “caldeggiare” l’adesione dei cittadini al progetto ACdV all’interno dei quartieri, anche attraverso il supporto rilevante dei Comitati di Quartiere;
  • evitare la costituzione di organismi “guida”, coordinamento o rappresentanza non previsti dal progetto di Sicurezza Partecipata ACdV.
     
    Il rispetto dei ruoli, delle competenze e dei confini operativi è condizione essenziale affinché entrambe le realtà possano operare in modo efficace, trasparente e nell’interesse esclusivo della comunità.

Gennaio 2026

Leonardo Cordone
Socio e membro del Consiglio Direttivo ACdV – OdV

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