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Il tempo di una riflessione…

L’uso del marchio ACdV: una questione di legalità, coerenza e rispetto delle regole

Da oltre quindici anni il marchio dell’associazione Controllo del Vicinato -ACdV è riconosciuto e diffuso su tutto il territorio nazionale come simbolo di un progetto strutturato di sicurezza partecipata, fondato sulla collaborazione tra cittadini, Amministrazioni comunali e Forze dell’Ordine.
Il marchio ACdV è regolarmente registrato presso l’UIBM ed è oggi utilizzato, con autorizzazione formale dell’Associazione, su segnaletiche stradali e materiali ufficiali in oltre 540 Comuni italiani. Tale utilizzo viene concesso a titolo completamente gratuito alle Amministrazioni comunali che sottoscrivono un patto di collaborazione, denominato “Lettera d’intenti”, con ACdV e che si impegnano ad attuare correttamente il programma previsto dal progetto “Controllo del Vicinato”.

Negli ultimi anni stiamo purtroppo assistendo a un fenomeno crescente di utilizzo improprio e non autorizzato del marchio ACdV, sia da parte di soggetti privati sia, in alcuni casi, da parte di Enti pubblici.
Spesso il marchio viene prelevato da Internet e applicato su cartellonistica, documenti o materiali divulgativi senza alcuna richiesta di autorizzazione all’Associazione. In alcuni casi ciò avviene anche in buona fede, ma è fondamentale chiarire un principio essenziale:
la buona fede non esclude la responsabilità.

L’uso non autorizzato di un marchio registrato configura violazioni rilevanti, con possibili conseguenze di natura civile e penale, anche di non lieve entità. Non si tratta quindi di una semplice irregolarità formale, ma di una questione giuridica seria, che può esporre chi utilizza il marchio a contenziosi e sanzioni.

È importante sottolineare che non è sufficiente chiedere successivamente una regolarizzazione “a sanatoria”.
L’autorizzazione all’uso del marchio ACdV non è un atto meramente burocratico e non si “mercanteggia”, ma è subordinata al pieno rispetto del progetto, delle sue linee guida e delle condizioni stabilite dall’Associazione.

Chi utilizza il marchio deve:

  • aderire formalmente al progetto ACdV;
  • rispettarne integralmente le regole operative;
  • non deviare in alcun modo dal modello di “Controllo del Vicinato” definito dall’Associazione.

Il marchio non può e non deve essere utilizzato per iniziative autonome, reinterpretazioni locali o progetti che, pur richiamandosi nominalmente al Controllo del Vicinato, si discostano dalla linea di condotta stabilita da ACdV.

In questo contesto, il ruolo dei Soci ACdV è centrale e insostituibile.
Ogni socio è chiamato a interiorizzare pienamente il valore e la tutela del marchio e a farsi parte attiva nella diffusione di questo messaggio all’interno della comunità di riferimento.

È fondamentale che:

  • il concetto di utilizzo autorizzato del marchio venga spiegato chiaramente ai cittadini aderenti al progetto;
  • venga ribadito durante incontri pubblici, riunioni operative e momenti formativi;
  • non si perda occasione per informare correttamente le Amministrazioni comunali e i Media.

Difendere il marchio ACdV significa difendere la credibilità del progetto, la sua efficacia sul territorio e il lavoro svolto in questi anni dall’Associazione e dai suoi volontari. Il marchio ACdV non è un semplice logo, ma rappresenta un progetto serio, strutturato e riconosciuto a livello nazionale.
Consentirne l’uso senza autorizzazione o al di fuori delle regole significa creare confusione, indebolire il modello del Controllo del Vicinato e, soprattutto, esporre cittadini e Amministrazioni a responsabilità che possono avere conseguenze rilevanti. La tutela del marchio è una tutela dell’intero progetto e delle comunità che vi aderiscono nel rispetto delle regole e solo così il progetto “Controllo del Vicinato -ACdV” potrà continuare a essere uno strumento credibile, efficace e condiviso di sicurezza partecipata.

Febbraio 2026

Leonardo Cordone
Socio e membro del Consiglio Direttivo ACdV – OdV

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