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Il tempo di una riflessione…

Corsi e ricorsi, puntualmente ritornano

Facendo riferimento a un recente articolo apparso su un giornale di una città di medie dimensioni, nel quale un cittadino propone una soluzione per contrastare la criminalità, appare opportuna una riflessione.
Da un lato, numerosi cittadini partecipano attivamente ai gruppi di controllo del vicinato attraverso reti solidali, contribuendo a costruire forme di tutela basate sull’inclusione, sulla conoscenza reciproca e su una collaborazione responsabile con le Forze dell’Ordine. Dall’altro, emergono di tanto in tanto, iniziative individuali che si discostano da questo modello, proponendo forme di intervento diretto.
In particolare, viene avanzata l’idea di organizzare gruppi di cittadini che, attraverso passeggiate dichiaratamente incruente, si propongono di individuare persone sospette da segnalare alle autorità. Una proposta che si distingue formalmente dalle cosiddette “ronde”, ma che nella sostanza solleva interrogativi analoghi.
La questione centrale riguarda i criteri con cui si potrebbero identificare comportamenti o persone sospette. In assenza di parametri chiari e condivisi, il rischio è quello di incorrere in valutazioni soggettive, con possibili conseguenze sul piano dei diritti individuali e della coesione sociale.
Esperienze del passato, legate a iniziative analoghe, hanno già evidenziato criticità sia in termini di efficacia sia sotto il profilo della gestione della sicurezza. Tali precedenti suggeriscono l’opportunità di mantenere un approccio prudente e ben definito.
La partecipazione dei cittadini rappresenta senza dubbio una risorsa importante, ma risulta efficace quando si sviluppa all’interno di percorsi strutturati, coordinati e in stretta sinergia con le istituzioni preposte. In questo senso, modelli basati sulla collaborazione e sulla responsabilità condivisa appaiono maggiormente coerenti con gli obiettivi di sicurezza e convivenza civile.
È proprio in questa direzione che il progetto Controllo del Vicinato – ACdV trova il suo valore più autentico: non un insieme di azioni isolate, ma una comunità viva, fatta di persone che si conoscono, si salutano, si riconoscono e si prendono cura gli uni degli altri. Una rete di cittadini attenti, sì, ma soprattutto disponibili, inclusivi, capaci di costruire relazioni e fiducia giorno dopo giorno.
In questo modello, la sicurezza nasce prima di tutto dalla vicinanza, dalla comunicazione, dal sentirsi parte di qualcosa di condiviso. È una sicurezza che non esclude, non divide e non sospetta a priori, ma che cresce attraverso la collaborazione, il rispetto e il dialogo. Una sicurezza che si rafforza anche grazie al rapporto costante e responsabile con le Forze dell’Ordine, alle quali i cittadini si affiancano con senso civico, senza mai sostituirsi.
È in questa alleanza tra persone, tra cittadini e istituzioni, che si costruisce una comunità più serena, più coesa e, proprio per questo, più sicura.

Aprile 2026

Ferdinando Raffero
Presidente Associazione Controllo del Vicinato ACdV – OdV

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