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Il tempo di una riflessione…

Quanto resta davvero di ciò che comunichiamo?

Ogni volta che un relatore presenta un progetto al pubblico — soprattutto quando si tratta di iniziative che coinvolgono direttamente i cittadini, come un programma di sicurezza urbana partecipata — si pone una domanda fondamentale: quanto di ciò che viene illustrato viene realmente compreso, interiorizzato e trasformato in comportamento concreto?
La comunicazione pubblica non è mai una semplice trasmissione lineare di informazioni. Non basta “dire bene” qualcosa perché venga automaticamente recepito. Tra il messaggio emesso e quello realmente assimilato esiste sempre una distanza, influenzata da fattori psicologici, sociali, emotivi e cognitivi.
Nella pratica comunicativa, il contenuto trasmesso non coincide quasi mai con il contenuto interiorizzato.
Un relatore può ritenere di aver espresso il 100% delle informazioni necessarie, ma il pubblico ne recepisce solo una parte. Studi sulla comunicazione e sulla memoria mostrano che, mediamente:una persona ricorda circa il 20-30% di ciò che ascolta passivamente;
la percentuale aumenta quando il contenuto coinvolge emozioni, immagini ed esperienza diretta;
la comprensione reale cresce se il pubblico partecipa attivamente alla discussione.
In termini concreti, durante un incontro pubblico dedicato alla sicurezza urbana partecipata, una parte dei cittadini comprenderà immediatamente gli obiettivi del progetto, altri ne coglieranno solo alcuni aspetti, mentre altri ancora conserveranno soltanto impressioni generali o emotive.
Questo fenomeno non rappresenta un fallimento comunicativo: è una caratteristica naturale dei processi umani di apprendimento.
Ecco Le principali cause della dispersione del messaggio:

1)Quando vengono presentati troppi dati –

2) normative, procedure o dettagli tecnici- 

3) il cervello seleziona solo ciò che ritiene essenziale e Il resto viene rapidamente dimenticato.

In un progetto di sicurezza urbana, ad esempio, spiegare contemporaneamente regolamenti, ruoli istituzionali, protocolli operativi e strumenti digitali rischia di saturare l’attenzione del pubblico.
Ogni cittadino interpreta il messaggio in base alla propria esperienza personale, al livello di istruzione, alla sensibilità sociale e al rapporto con le istituzioni. Lo stesso concetto può essere percepito:

1) come opportunità da alcuni – 

2) come controllo da altri   –

3) come semplice formalità da altri ancora

Le persone ricordano soprattutto ciò che le emoziona o le riguarda direttamente.
Se il progetto viene illustrato in modo esclusivamente tecnico o burocratico, il livello di attenzione cala rapidamente.
La comunicazione unidirezionale limita l’interiorizzazione, quando il pubblico ascolta senza intervenire, il processo mentale resta passivo. Al contrario, il confronto, le domande e la possibilità di contribuire aumentano significativamente il livello di comprensione.
Ma Quanto viene realmente interiorizzato?
Non esiste una percentuale universale valida in ogni contesto, ma vediamo insieme cosa suggeriscono queste diverse modalità di comunicazione: 

Questi valori non devono essere interpretati come dati assoluti, ma come indicatori orientativi.
In un progetto di sicurezza urbana partecipata, il vero obiettivo non è semplicemente “informare”, ma creare consapevolezza collettiva e senso di corresponsabilità.
Ma quali sono gli elementi che rendono efficace la comunicazione pubblica?
Un progetto complesso deve essere tradotto in concetti semplici, concreti e facilmente memorizzabili.
È fondamentale:              
1) evitare linguaggio eccessivamente tecnico   –

2) usare esempi reali –

3) sintetizzare i punti chiave  

4) ripetere i concetti essenziali –

5) Il pubblico deve sentirsi parte integrante del progetto.

Domande aperte, momenti di confronto e simulazioni pratiche aumentano il senso di partecipazione e quindi la capacità di ricordare.
Le persone ricordano più facilmente una storia rispetto a un elenco di norme.
Raccontare episodi reali di collaborazione tra cittadini e istituzioni rende il progetto più vicino alla vita quotidiana.
Grafici, immagini, mappe urbane, schemi operativi e video facilitano la comprensione.
Il cervello umano elabora le immagini più rapidamente rispetto al testo parlato.
Un messaggio importante deve essere ripreso più volte e in forme differenti.
1) durante la presentazione – 

2) nei materiali   –

3) nei canali digitali distribuiti   –

4) negli incontri successivi
La ripetizione consolida la memoria.
La credibilità di chi comunica incide enormemente sulla ricezione del messaggio.
Se il pubblico percepisce trasparenza, competenza e autenticità, sarà più incline ad ascoltare e interiorizzare.
Un progetto di sicurezza urbana partecipata non può limitarsi a trasferire informazioni operative, deve costruire una cultura condivisa della responsabilità civica.
Quando i cittadini comprendono:
il proprio ruolo – il valore della prevenzione – l’utilità della collaborazione – l’importanza della fiducia reciproca allora il messaggio non resta soltanto “ascoltato”, ma diventa comportamento sociale .
Ed è proprio in questo passaggio — dalla semplice comprensione all’azione concreta — che si misura il vero successo della comunicazione pubblica. Comunicare efficacemente significa molto più che parlare bene. Significa creare connessione, comprensione e partecipazione.
In qualsiasi presentazione pubblica, soprattutto in ambiti delicati come la sicurezza urbana partecipata, non conta soltanto quanto viene trasmesso, ma quanto riesce a trasformarsi in consapevolezza stabile nella mente dei cittadini.
Il 100% del messaggio non verrà mai interiorizzato integralmente da tutti. Tuttavia, attraverso chiarezza, coinvolgimento emotivo, partecipazione attiva e fiducia, è possibile aumentare enormemente l’efficacia comunicativa.
Una comunità realmente sicura nasce infatti non solo da regole e strumenti, ma dalla capacità delle persone di comprendere, condividere e fare proprio un progetto comune.

Maggio 2026

Leonardo Cordone
Socio ACdV – OdV

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