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Il tempo di una riflessione…

Le truffe colpiscono solo gli anziani?

L’idea che “solo gli anziani cadono nelle truffe” è molto riduttiva e in parte falsa. Gli anziani sono certamente bersagli frequenti per alcuni tipi di truffa, ma le truffe coinvolgono praticamente tutte le fasce d’età, livelli culturali e categorie sociali e la differenza sta spesso nel tipo di vulnerabilità sfruttata.
Gli anziani vengono colpiti più spesso con finti incidenti ai famigliari, falsi tecnici, finti carabinieri, pressione telefonica, isolamento sociale.
Mentre persone giovani o molto istruite sono spesso bersagliate con investimenti on line, phishig sofisticato, offerte di lavoro false, truffe romantiche, social engineering aziendale, tecnica di manipolazione psicologica usata per convincere una persona a fare cose che normalmente non farebbe: dare informazioni, cliccare un link, inviare soldi, rivelare password, concedere accessi. Invece di attaccare un computer, il social engineering attacca il comportamento umano sfruttando fiducia, urgenza, paura, autorità, distrazione e curiosità.  Poi ci sono i falsi e-commerce, sono siti che si presentano come normali negozi on line ma hanno lo scopo di truffare le persone con vendita di pezzi pregiati a un prezzo troppo basso in numero limitato. Chi ci casca solitamente, pur di prendere l’irraggiungibile oggetto dei desideri, invia un anticipo che inevitabilmente perderà.
Alcune truffe funzionano meglio proprio con persone competenti, ambiziose digitalmente attive, sicure di sé. Può succedere che dirigenti aziendali cadano in frodi di bonifici urgenti, professionisti in falsi investimenti credibili, studenti in truffe su affitti o lavoro, persone molto sole in truffe relazionali.
I truffatori segmentano i bersagli quasi come farebbe il marketing. Per alcuni c’è la paura, per altri il forte desiderio di guadagno, per altri ancora il senso di responsabilità e dulcis in fundo, il bisogno affettivo.
La vulnerabilità. Non è una caratteristica fissa della persona ma spesso è uno stato temporaneo, nel senso che chiunque può diventare più vulnerabile quando è: stanco, sotto stress, innamorato, in lutto, isolato, economicamente sotto pressione, emotivamente coinvolto, multitasking. Per quest’ultimo, cosa significa essere multitasking? Rispondere ai messaggi mentre lavori, parlare al telefono e allo stesso tempo leggere mail, seguire una riunione controllando notifiche sul cellulare, guidare pensando ad altro, fare pagamenti mentre si è distratti.
Anche persone molto intelligenti o esperte possono essere colpite se la truffa intercetta il momento giusto e la leva psicologica giusta. C’è poi un altro aspetto: molte vittime non denunciano per vergogna. Questo alimenta il mito: “Io non ci cascherei mai.”
In realtà le statistiche e gli studi sul social engineering mostrano che la manipolazione efficace può funzionare su quasi chiunque in determinate condizioni.
Per questo oggi si parla meno di “persone ingenue” e più di vulnerabilità situazionale, manipolazione cognitiva, ingegneria sociale, pressione emotiva.
Le truffe moderne non selezionano solo chi “capisce poco”, selezionano esseri umani.

Maggio 2026

Ferdinando Raffero
Presidente Associazione Controllo del Vicinato ACdV – OdV

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