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ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Ossona

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Ossona (MI), Giovanni Venegoni.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Il gruppo è nato nel nostro comune in seguito a un incontro pubblico che si è tenuto il 24 ottobre dello scorso anno. All’evento hanno partecipato circa 60 persone, segno di un forte interesse da parte della cittadinanza. Da lì è partita l’iniziativa che ha portato alla nascita del gruppo “Controllo del Vicinato – Occhi aperti su Ossona”.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Appena eletti, nel giugno 2024, abbiamo iniziato a parlarne, anche vedendo i cartelli del Controllo del Vicinato già presenti in alcuni paesi limitrofi. Successivamente, grazie a un cittadino Pierluigi Falvo – oggi nostro coordinatore – siamo entrati in contatto con Fausto Benzi, con il quale abbiamo organizzato un primo incontro conoscitivo. In quell’occasione, Fausto ci ha illustrato in modo chiaro e dettagliato l’attività dell’associazione “Controllo del Vicinato”. Da lì è nato il progetto di portarlo anche a Ossona.

Come è strutturato?
In meno di un anno, su circa 1920 famiglie residenti, abbiamo registrato 52 iscrizioni. È stato attivato un gruppo WhatsApp, gestito dal coordinatore Pierluigi Falvo, per facilitare la comunicazione tra i partecipanti e le varie segnalazioni.

L’Amministrazione come lo supporta?
L’Amministrazione offre pieno supporto al gruppo. Nel mese di maggio, ad esempio, insieme alla Polizia Locale abbiamo organizzato nelle sale comunali un incontro specifico per sensibilizzare la popolazione anziana sul tema delle “truffe agli anziani”, un fenomeno purtroppo molto diffuso.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
I dati certi sono in possesso alle autorità competenti. Tuttavia, oltre alle truffe “tradizionali”, oggi è importante mettere in guardia i cittadini, in particolare gli anziani, rispetto alle truffe telefoniche e online, che continuano a colpire con modalità sempre più sofisticate.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Sicuramente il Controllo del Vicinato promuove la coesione sociale; rimette al centro le relazioni tra vicini e tra gli abitanti dello stesso paese. Sapere che il proprio vicino è attento, presente e pronto ad aiutare dà un senso di comunità e di sicurezza che ha un valore inestimabile.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Voglio ribadire con forza che, come Amministrazione, siamo pienamente al fianco del gruppo del Controllo del Vicinato. Sosterremo in ogni momento tutte le iniziative che verranno proposte.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Il Controllo del Vicinato è una forma di sicurezza partecipata. Nel rispetto delle regole e delle normative, gli occhi dei cittadini che vivono quotidianamente il territorio rappresentano un importantissimo strumento di supporto per le forze dell’ordine. In questo modo si può contribuire concretamente ad aumentare la percezione di sicurezza all’interno della comunità. Pertanto, auspico in un aumento degli iscritti.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Nova Milanese

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Nova Milanese (MB), Fabrizio Pagani.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Il controllo del Vicinato è attivo a Nova Milanese dall’estate del 2016, partito a causa dei molti tentati furti e furti avvenuti in una zona specifica della città, la zona Poeti, che ha fatto agire i cittadini ad unirsi in chat tra vicini per segnalare tempestivamente eventuali anomalie riscontrate sul territorio.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
I cittadini, già organizzati in vari gruppi, hanno chiesto all’Amministrazione Comunale di essere riconosciuti ufficialmente come associazione di volontariato sul territorio, riconosciuta dall’ACDV (Associazione Controllo del Vicinato – associazione inserita nel terzo settore), a favore dell’unione civica e della sicurezza partecipata.

Come è strutturato?
Esistono 10 coordinatori che seguono altrettanti gruppi sparsi in tutto il territorio e che sono in collegamento costante fra loro.

L’Amministrazione come lo supporta?
Dopo l’approvazione al Consiglio Comunale avvenuta nel gennaio 2017, l’Amministrazione ha installato i cartelli nelle varie zone cittadine e patrocina tutti gli incontri e gli interventi che l’Associazione organizza durante l’anno per tenere aggiornata la cittadinanza sulle truffe, i raggiri e sensibilizzare tanta gente ad aderire al progetto perché “più occhi sono a disposizione, più territorio è sotto controllo – il vicino è il migliore antifurto”. Fornisce volantini e materiale vario
da distribuire. Sono stati messi a disposizione dei cittadini 2 box informativi con relativi moduli di adesione all’ACDV rispettivamente all’ingresso del Palazzo Comunale e della Polizia Locale. Nel Sito comunale è stata inserita una pagina dedicata al CDV novese per spiegare bene cosa sia e cosa significa “sicurezza partecipata”, i compiti, gli obiettivi dell’Associazione e favorire l’iscrizione attraverso un link preposto.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Qualche furto in appartamento specie in alcuni particolari periodi dell’anno ma anche truffe telefoniche e porta a porta che, purtroppo, ultimamente colpiscono spesso specialmente le categorie più deboli come gli anziani o le persone sole. Ci sono state anche un paio di truffe con finti agenti della PL prontamente scoperti da scaltri cittadini che hanno notato una divisa “strana…”

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Sicuramente i coordinatori, durante le riunioni, ricordano sempre “I vecchi tempi delle ore passate nelle corti e nei cortili” che la frenetica vita moderna ha un po’ messo in disparte ma che si vorrebbero ripristinare, almeno in parte, per ravvivare una sana, partecipata e anche utile vita sociale. Si invitano sempre i cittadini a condividere anche via social eventi e feste di via o condomini!

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
I coordinatori sanno che l’Amministrazione e le FO sono a disposizione per ogni necessità. Possiamo potenziare la rete informativa al cittadino attraverso i nostri canali per far conoscere meglio il Controllo del Vicinato ai cittadini novesi ed invitarli a partecipare nel bene comune. Appoggeremo e patrocineremo le iniziative proposte.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Ritengo che la presenza costante del cittadino nella “cosa pubblica” ed il collegamento tra “la casa ed il palazzo” sia un fattore essenziale di condivisione e di miglioramento della vita cittadina in generale per il benessere collettivo ed il Controllo del Vicinato aiuta questo scopo.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Cuggiono

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Cuggiono (Mi), Giovanni Cucchetti.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Nel comune di Cuggiono il Controllo del Vicinato formalmente è riconosciuto con la sottoscrizione del protocollo proposto dalla Prefettura nel marzo 2019, ma nella realtà è attivo dal marzo 2015 quando con nota 09 marzo 2015 prot. 2826, il Sindaco Flavio Polloni aderì e avviò insieme al gruppo Controllo del Vicinato la proposta formulata condividendone appieno le finalità.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Ne siamo venuti a conoscenza tramite l’attuale Coordinatore dott. Fausto Benzi a seguito di una richiesta di incontro formulata nel mese di febbraio 2015 a cui sono seguiti incontri e la relativa attivazione.

Come è strutturato?
In realtà il Controllo del Vicinato è una autoorganizzazione tra persone che abitano vicino con il fine del controllo “sociale” delle zone intorno alle proprie abitazioni, esattamente come accadeva nelle case di cortile di una volta.
È strutturato con attività di informazione e formazione anche con le Forze dell’Ordine. Questi momenti sono di fondamentale importanza in quanto servono per riconoscere e quindi individuare i fattori di rischio e di vulnerabilità del nostro territorio cercare quindi di porvi rimedio.
Per comunicare in modo veloce tra gli aderenti e segnalare eventuali segnali viene utilizzato Whatsapp.


L’Amministrazione come lo supporta?
L’ACdV è supportata dall’Amministrazione mettendo a disposizione dell’Associazione stessa una sede per poter incontrare i cittadini e dando supporto specifico tramite il Comando della Polizia Locale ogni qualvolta richiesto e necessiti e garantendo un flusso reciproco di informazioni utili.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Il reato di cui si ha maggiore notizia è il furto, tuttavia si sono registrati anche di recente, fattispecie di ricettazione, spaccio di stupefacenti, guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, guida senza patente e resistenza a pubblico ufficiale. Tutti questi fatti recenti sono stati accertati e perseguiti dalla nostra Polizia Locale, nel corso della quotidiana attività di controllo del territorio. Per quanto non rilevanti dal punto di vista penale, almeno sino ad ora, si registrano, purtroppo, anche dei fenomeni di abbandono di rifiuti.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Certamente, il Controllo del Vicinato ha indubbiamente una funzione sociale in quanto è vettore e facilitatore di collaborazione e fiducia tra i vicini e quindi “è fautore di costruzione di una rete sociale” affinché si possa instaurare un clima di maggior sicurezza non solo percepita ma reale da parte dei residenti.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Penso che la risposta stia nella necessaria relazione che deve esistere tra i gruppi di Controllo del Vicinato, polizia locale e forze dell’ordine, quale primo punto di contatto e di risposta delle istituzioni. Una relazione che deve essere basata sul reciproco riconoscimento dei ruoli e capacità di ascolto da parte dell’Amministrazione pubblica, e non solo da parte della Polizia Locale per evitare che il “protagonismo positivo” dei cittadini non venga colto e quindi vanificare nei fatti la collaborazione della società civile e nel contempo alimentare l’allarme sociale.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Assolutamente no. Il Controllo del Vicinato è una componente fondamentale, anzi direi indispensabile per la costruzione di una “sicurezza partecipata”. Infatti il Controllo del Vicinato è fondamentale per l’attivazione di una rete attraverso la partecipazione dei cittadini, per il recupero delle regole di buon vicinato e di attenzione sociale.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Maslianico

Questo mese siamo stati a colloquio con la prima cittadina di Maslianico (Co), Giovanni Onofrio.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Da circa due mesi.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Sono stato contattato da un responsabile del CdV di un Comune adiacente che mi ha proposto di estendere l’attività anche a Maslianico.

Come è strutturato?
Siamo una sessantina di partecipanti coordinati da un responsabile.

L’Amministrazione come lo supporta?
L’Amministrazione si è impegnata a fondo in fase di realizzazione dell’iniziativa organizzando una serata divulgativa e mettendo a disposizione i propri canali istituzionali e social.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Furti in appartamento.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Penso uno degli scopi dell’iniziativa sia di rendere i cittadini più partecipi alle vicende comuni, far passare il messaggio che girarsi dall’altra parte quando non veniamo toccati in prima persona sia controproducente e antieducativo.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
La comunicazione tra le componenti citate è fondamentale, nel rispetto delle singole competenze. Uno sforzo congiunto deve portare ad una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Penso al CdV come una componente importante nel coinvolgere i cittadini e le istituzioni per arrivare ad una situazione di maggior sicurezza dei nostri territori.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con la prima cittadina di Solaro

Questo mese siamo stati a colloquio con la prima cittadina di Solaro (Mi), Nilde Moretti.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
I primi passi per il Controllo del Vicinato a Solaro sono stati mossi nel 2019, con una partecipata riunione di presentazione.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Abbiamo notato gli ottimi risultati in altri Comuni e abbiamo riconosciuto il valore dell’associazione, per proporre l’iniziativa alla cittadinanza.

Come è strutturato?
A Solaro, l’associazione è divisa in cinque zone di quartiere, ognuna con il suo coordinatore ed i suoi canali informativi. Esiste poi l’assemblea dei coordinatori che traccia un bilancio delle attività e aggiorna gli appartenenti sugli eventi più significativi.

L’Amministrazione come lo supporta?
Nel tempo abbiamo cercato di favorire l’aggregazione di quanti più cittadini possibile e recentemente abbiamo anche messo a disposizione una sede per le riunioni. Si trova a Casa Brollo, in frazione Villaggio Brollo, in un edificio che funziona anche da base operativa per la Protezione Civile e come ufficio distaccato della Polizia Locale.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Per le statistiche precise è sempre giusto rivolgersi alle autorità. Come Comune abbiamo partecipato a vari incontri con gli enti superiori per avviare azioni decise per il contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti e abbiamo attivato pattugliamenti straordinari attraverso la Polizia Locale anche per contrastare la cosiddetta microcriminalità, gli atti vandalici e, purtroppo, i furti in abitazione.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Sicuramente. Il Controllo del Vicinato ha l’indubbio merito di rimettere al centro della quotidianità i rapporti tra vicini di casa e all’interno del proprio quartiere, certamente agevolando una coesione sociale che, purtroppo, in questi tempi frenetici di lavoro e social media, talvolta si va a perdere. Conoscere il mio vicino di casa e sapere che è disposto a vegliare sul nostro quartiere mentre non ci sono, sicuramente favorisce un rapporto di comunicazione più disteso, di fiducia. 

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
A Solaro funziona già piuttosto bene grazie alla disponibilità delle Forze dell’ordine ed all’impegno dei coordinatori di quartiere. Come Amministrazione Comunale cerchiamo di mettere a disposizione quelle risorse che riteniamo utili e sicuramente saremo sempre una sponda ideale per tutte le iniziative che il Controllo del Vicinato può proporre.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Il Controllo del Vicinato è decisamente parte della Sicurezza Partecipata. Lo è per conformazione, per statuto, per capacità e per risultati. Sappiamo dai nostri coordinatori che più i gruppi sono partecipati, più le persone capiscono che tipo di valore ricoprano. La Sicurezza Partecipata comincia proprio qui: gli occhi che guardano il territorio, le persone che lo vivono, sono la fonte principale dal quale il lavoro dei professionisti del settore si sviluppa per il bene e la sicurezza del territorio.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con la prima cittadina di Alba Adriatica

Questo mese siamo stati a colloquio con la prima cittadina di Alba Adriatica (Te), Antonietta Casciotti.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Nel precedente mandato, quello che va dal 2018 al 2023, sempre guidato da me, l’assessore al personale e alla sicurezza, Avv. Alessandra Ciccarelli, firmò il protocollo d’intesa con la Prefettura che comprendeva, tra le varie iniziative volte a rafforzare la sicurezza urbana, l’attivazione del Controllo del Vicinato. Nel mandato attuale la consigliera Alessandra Cardelli, delegata al Controllo del vicinato, insieme alla sottoscritta e a tutta la giunta, ha portato a compimento il progetto, promuovendo gli incontri preliminari con la Cittadinanza, a loro volta preceduti da un intenso lavoro di divulgazione del progetto. I primi gruppi si sono formati nell’autunno 2024.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Come già detto il tutto è iniziato nella precedente consiliatura. Alcuni consiglieri di minoranza espressero formalmente la volontà di istituire sul territorio comunale il Controllo del vicinato e l’amministrazione, attenta alle richieste dei propri cittadini, si è attivata dando una veste più istituzionale al progetto sottoscrivendo prima il protocollo d’intesa con la Prefettura. La consigliera Cardelli Alessandra dell’attuale amministrazione ha contattato telefonicamente un vostro referente dell’Associazione, il sig. Leonardo Cordone e con il suo coordinamento si è pervenuti alla formazione dei primi gruppi.

Come è strutturato?
Ad oggi sul territorio ci sono 5 gruppi per un totale di 70 nuclei familiari coinvolti. Quattro gruppi sono collocati nella parte centrale del paese e un gruppo in una zona più periferica. Il nostro obiettivo è quello di aumentare i gruppi, soprattutto nelle zone più periferiche facendo leva sulla consapevolezza e sulla formazione dei coordinatori, requisiti indispensabili per la buona riuscita del progetto che ha l’obiettivo di mettere in rete persone dotate di buon senso ed equilibrio che possano condividere attenzioni ed informazioni reciproche e fornire una presenza d’insieme finalizzata alla sicurezza urbana e privata.

L’Amministrazione come lo supporta?
L’amministrazione ha messo a disposizione i locali per gli incontri preliminari per la formazione di base dei coordinatori, ha installato i cartelli che delimitano le zone sottoposte a controllo del vicinato, mantiene rapporti costanti con il comandante della polizia locale e le Forze dell’ordine e per il futuro si pensa di coinvolgere i centri per gli anziani, con incontri mirati per illustrare come proteggersi in caso di truffe o furti.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Pur vivendo in una zona relativamente tranquilla non siamo immuni dai reati contro il patrimonio tra cui i più frequenti sono i furti nelle case, nelle attività, i furti di oggetti, siano essi di valore come le auto, che di modico valore come le bici. Altri reati comuni ma meno numerosi rispetto ai   furti sono le truffe nei confronti di anziani. Infine troviamo episodi di ubriachezza molesta.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Sicuramente è un modo di fare rete sociale fra i componenti del gruppo e al di fuori del gruppo. Sempre più importante è relazionarsi con gli anziani sempre più soli e pertanto ci impegneremo nei vari incontri formativi a sottolineare questo aspetto sociale oltre a quello più canonico di deterrenza per i delinquenti. 

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Il progetto è appena partito per cui l’amministrazione come da protocollo favorirà gli incontri periodici informativi con il comando della polizia locale e le forze dell’ordine nell’intento di allacciare quelle relazioni che aiutano ad aumentare il livello di sicurezza percepita.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Il Controllo del vicinato è uno dei mezzi fondamentali per la realizzazione della sicurezza partecipata, dove ogni singolo componente del gruppo e di conseguenza i componenti del proprio nucleo familiare, partecipano attivamente al controllo del territorio, mettendo in atto attività che non si limitano alla prevenzione dei reati, ma mirano anche a promuovere coesione sociale e un maggiore senso di responsabilità collettiva.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Solbiate con Cagno

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Solbiate con Cagno (Co), Federico Broggi.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Il Controllo del Vicinato è stato istituito circa 10 anni fa e nel tempo è diventato una realtà solida sul nostro territorio. Da un piccolo gruppo, ogni anno siamo riusciti, grazie all’impegno di tanti cittadini, a farlo crescere e radicare gruppi su gran parte delle zone del nostro Comune.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Il CdV era inizialmente nato in alcuni Comuni dell’erbese e grazie all’aiuto di altri Sindaci ho contattato il referente di Como per chiedere supporto nell’organizzazione di un’assemblea pubblica per presentare alla cittadinanza quanto tornare a sviluppare i rapporti di vicinato – con un approccio legato alla sicurezza – fosse importante. Ci fu una grande partecipazione e da allora siamo partiti.

Come è strutturato?
Nel tempo ci siamo sempre meglio strutturati, per quanto tutto sia migliorabile. Oggi abbiamo un cittadino che funge da referente comunale e fa da “ponte” tra l’Amministrazione comunale e i gruppi di Cdv, si rapporta con la Polizia locale per l’iscrizione di nuovi gruppi e nuovi cittadini. Sul territorio ci sono una decina di gruppi attivi.

L’Amministrazione come lo supporta?
Poiché riteniamo che il tema della sicurezza sia centrale in questo periodo storico, questa delega è stata affidata al Vice Sindaco, che ha a sua volta affidato una delega di collaborazione specifica sul Controllo del Vicinato a un consigliere comunale. Vice Sindaco e consigliere si interfacciano con i coordinatori e con i gruppi, promuovendo riunioni e incontri per la costituzione di ancora nuovi gruppi. In Provincia di Como siamo tra i pochi Comuni che hanno stipulato (e rinnovato) il Protocollo d’Intesa con la Prefettura per la gestione del CdV, poiché crediamo si fondamentale mantenere un collegamento tra CdV e forze dell’ordine.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Fortunatamente siamo un Comune con pochi atti delittuosi e il reato principale, come nella più parte dei Comuni della zona, è legato ai furti in abitazione. Per contrastarlo, oltre a incentivare il CdV, stiamo sviluppando un progetto per implementare la video sorveglianza sull’intero territorio comunale.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Il CdV nasce con questa duplice funzione, sociale e di deterrenza; proprio la funzione sociale è la molla che attiva la costituzione di un gruppo di CdV, poiché i cittadini decidono di collaborare tra loro, con il proprio Comune e con le forze dell’ordine per il bene altrui, recuperando le buone pratiche ormai perse dei rapporti di vicinato.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Credo che non servano rigide sovra-strutture anche per regolare i rapporti tra un’Amministrazione, la Polizia Locale e il CdV, perché questo allontanerebbe le persone, già disamorate dalla burocrazia. Serve dare sostegno e spazio d’iniziativa ai gruppi e sensibilizzare le forze dell’ordine tutte sull’utilità di avere un rapporto e mantenere un costante canale di dialogo con i gruppi del territorio.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Se il CdV fosse un fenomeno o un soggetto a sé stante non sarebbe utile al territorio. La sicurezza partecipata è fatta di attori e azioni diverse tra loro e la cittadinanza attiva deve essere protagonista. Se il CdV è radicato, se ha occhi in più per supportare le Amministrazioni e le forze dell’ordine, allora svolge appieno la sua funzione sociale e rientra a pieno titolo come attore protagonista della sicurezza partecipata.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con la prima cittadina di Bregnano

Questo mese siamo stati a colloquio con la prima cittadina di Bregnano (Co), Elena Daddi.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
La costituzione di un Gruppo di Controllo del Vicinato a Bregnano era nel Programma elettorale della mia Lista Civica, con cui ho vinto le elezioni amministrative nel 2014. La costituzione del Gruppo locale e l’avvio ufficiale è il 19 marzo 2016: questo risultato è stato possibile perché, a partire dal 2015, nel corso del mio primo mandato amministrativo come Sindaco, ho promosso con la Giunta gli incontri preliminari con la Cittadinanza, a loro volta preceduti da un intenso lavoro di approfondimento e di promozione del tema “sicurezza partecipata”, al quale prestammo allora e continuiamo a prestare molta attenzione. Sono infatti convinta che gli aspetti  psicologici siano fondamentali per le persone, sia nel contribuire a valutare in modo oggettivo le situazioni (mi riferisco alla percezione di sicurezza, purtroppo spesso condizionata dal clima allarmistico diffuso da stampa e social, con effetti paradossalmente controproducenti), sia nell’approntare sempre tutti i corretti sistemi di autotutela (mi riferisco alla classica frase “sono uscito solo per pochi minuti e non ho inserito l’allarme”), sia, infine, nell’irrobustire il senso di stretta collaborazione e condivisione tra vicini di casa. Inoltre, al di là del danno materiale ma non meno importante, i risvolti psicologici dei reati subiti (dai furti alle truffe) lasciano segni profondi che vanno affrontati e leniti, soprattutto nei soggetti più fragili.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
La letteratura sociologica – di stampo anglosassone – sul tema mi è nota, per gli studi condotti, ed è stata condivisa da assessori e consiglieri comunali. Inoltre avevamo preso contatti con Stefano Maesani e Lohana Sartori, rappresentanti di zona dell’Associazione Controllo del Vicinato e Amministratori del Comitato “Albavilla Sicura” e con loro avevamo preparato approfondito il tema e organizzato il primo incontro nel 2015.

Come è strutturato?
– oltre 451 sono ad oggi gli iscritti su 2.600 famiglie residenti in città;
– 10 coordinatori attivi che coprono ognuno una o più zone;
– il territorio è stato suddiviso in 6 macro-zone che coprono tutte le zone del paese coinvolte.
La nostra impostazione è prevenzione ma anche sostegno a chi ha subito e si sente mortificato e violato: questa è la specificità del nostro approccio. Per esempio, i molteplici incontri organizzati, ai quali viene sempre invitata tutta la cittadinanza, sono articolati in vari orari o luoghi per favorire la puntuale partecipazione dei soggetti destinatari, e hanno anche previsto la partecipazione di uno psicologo o di un mediatore culturale.


L’Amministrazione come lo supporta?
Abbiamo promosso i primi incontri e coinvolto i primi referenti, acquistato i cartelli da posizionare nelle zone concordate con la nostra Polizia Locale che ha contribuito a perfezionare la mappatura del territorio, fornito gratuitamente una sede per gli incontri settimanali, promosso l’adesione al CdV in ogni occasione e tramite i canali istituzionali e il Notiziario comunale consegnato a tutte le famiglie di Bregnano. La presenza costante dei banchetti informativi alle varie manifestazioni cerca di avvicinare più persone possibili. Inoltre abbiamo guidato i Comandanti che si sono avvicendati nel Corpo di Polizia municipale a innanzitutto capire, quindi condividere e collaborare sempre più con i referenti il senso della sicurezza partecipata. Il Gruppo di CdV locale è una grande risorsa se gestito bene da entrambe le parti coinvolte, secondo le rispettive competenze. Infine sono orgogliosa di essere stata tra i primi Sindaci in zona a firmare il Protocollo d’intesa con la Prefettura di Como.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Permangono i furti (tentati e/o riusciti) in abitazione, ma purtroppo sono in crescita gli odiosi reati delle truffe agli anziani, sia in casa che per strada: dal finto tecnico al finto familiare in difficoltà, dalla truffa dello specchietto a quella dell’abbraccio. Un tema spesso portato all’attenzione dai Cittadini è il fenomeno dello spaccio, che però ritengo non sia di pertinenza del CdV, ma che è tenuto sotto controllo dalle FFOO. Fare “Controllo del Vicinato” significa promuovere la sicurezza attraverso la solidarietà tra i cittadini, allo scopo di ridurre il verificarsi di reati al patrimonio: non bisogna fare gli eroi né improvvisarsi investigatori, ma interessarsi di quanto accade nella casa a fianco, soprattutto se abitata da persone fragili.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Certamente, è fondamentale. Su questo stiamo conducendo una vera e propria battaglia: informazione capillare (ho scritto lettere consegnate nella cassetta della posta a tutti gli over 75 per raggiungerli con i mezzi a loro probabilmente più familiari), organizzazione di uno specifico servizio navetta per accompagnare agli incontri le persone fragili, realizzazione di uno spettacolo teatrale sul tema, e tanto altro abbiamo in mente. Anche la collaborazione attiva dei nostri Parroci è preziosa e viene coltivata: le persone anziane e sole vengono raggiunte in ogni modo e inserite nella rete solidale delle Associazioni locali e delle Parrocchie.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
È fondamentale che ciascun protagonista della rete abbia la massima chiarezza in merito alle linee guida del CdV, su cosa fare e cosa non fare, su cosa scrivere e non sui vari gruppi. Non mi stanco mai di ripetere sempre di chiamare subito il 112, qualificarsi e fornire i dettagli anche parziali di quanto rilevato. L’assessore alla sicurezza e il comandante della Polizia Locale, così come la sottoscritta, sono in contatto diretto con il referente, con cui si condividono, a volte, anche aspetti che restano riservati per evitare di intralciare le indagini delle FFOO o peggio comprometterle, oppure creare inutili allarmismi. È essenziale la fiducia reciproca e la costante condivisione, altrimenti possono crearsi ricostruzioni fuorvianti o inutili polemiche. La collaborazione comporta anche un investimento economico per un Ente pubblico, ma dal 2014 abbiamo fatto tanto anche in questo settore: aumentata la video-sorveglianza con l’implementazione delle telecamere sul territorio e la posa di quelle di varco; aumentato il personale di PL in servizio di una unità; sottoscritte convenzioni con ANC e Gruppo Trial per il controllo delle aree boschive e in orari non convenzionali.

Sono orgogliosa di avere a Bregnano un così nutrito Gruppo di CdV, sia come Sindaco che come cittadina: apprezzo e voglio ringraziare chi si impegna nel proprio paese anche per la sicurezza e la serenità degli altri.

ACdV intervistai sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Olgiate Comasco

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Olgiate Comasco (Co), Simone Moretti.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Dal 9 maggio 2015 con la costituzione ufficiale del Comitato Cittadino “OLGIATE SICURA-controllo del vicinato”. La costituzione era stata preceduta da due incontri preliminari. Il 14 marzo 2015 con un incontro pubblico presso il Palazzo Comunale sul tema: “Collaborare alla SICUREZZA: Controllo di Vicinato e Gruppi di Quartiere”, al quale era stata invitata tutta la cittadinanza. Il 26 marzo 2015 sempre presso il Palazzo Comunale era stato organizzato un secondo incontro operativo per definire le zone e i referenti, ma soprattutto cosa fare e come muoversi per impedire le intrusioni dei ladri nelle abitazioni.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Avevamo preso contatti con Stefano Maesani e Lohana Sartori, rappresentati di zona dell’Associazione Controllo del Vicinato e Amministratori del Comitato “Albavilla Sicura” e con loro avevamo preparato il primo incontro del 14 marzo 2015.

Come è strutturato?
– 1048 sono ad oggi gli iscritti su 4.500 famiglie residenti in città (almeno 1 per famiglia);
– 20 referenti attivi che coprono ognuno una o più zone;
– 165 le vie coinvolte.


L’Amministrazione come lo supporta?
Ero assessore quando assieme ai referenti che ci sono ancora oggi, abbiamo promosso i primi incontri e coinvolto i primi referenti con la nostra storica prima presidente Santina Molteni che non c’è più. Ed oggi da Sindaco credo ancora con più consapevolezza nell’assoluta validità del CdV e di come abbia portato i cittadini a collaborare insieme per la sicurezza partecipata.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Oltre ai più classici furti (tentati e/o riusciti) in abitazione, il reato da contrastare in tutto e per tutto è quello delle truffe agli anziani, soprattutto quella dell’oro da mettere in frigorifero che provoca un senso di profonda amarezza ed imbarazzo nel raccontarlo per chi lo subisce. Oltre a quella del finto familiare a cui portare i risparmi per evitargli il carcere.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Il CdV ha permesso, già fin dai primi incontri alle persone di conoscersi ed entrare in contatto tra loro, ed oggi come nel 2015 è fondamentale. La presenza costante dei banchetti informativi alle varie manifestazioni ha la funzione di avvicinare più persone possibili, anche solo per curiosità. Le persone anziane e sole iscritte sanno di poter contare su vicini di casa che le avvisano quando arrivano i messaggi sui vari gruppi o suonano il campanello per chiedere anche solo “come va”.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Ogni progetto può e deve essere migliorato. I referenti in tutti questi anni si sono sempre dimostrati propositivi ed animati da una fede incrollabile in merito alle linee guida da trasmettere su CdV, sul cosa fare e cosa non fare, su cosa scrivere e non sui vari gruppi e ripetendo sempre di chiamare il 112 come prima azione. Il comandante della Polizia Locale assieme al sottoscritto fanno parte del gruppo dei referenti e cercano, pur con la lentezza dei tempi nel pubblico e con tutte le pastoie burocratiche, di migliorare sempre quella che è la dotazione in termini di cartelli e soprattutto dal punto di vista della video-sorveglianza con l’implementazione delle telecamere; le ultime sulle scuole e con il coinvolgimento anche delle attività commerciali e dei privati per avere più occhi possibili in
città. Abbiamo inoltre la fortuna di avere anche la Caserma dei Carabinieri ed il Comando della Guardia di Finanza in città, con i quali anche sul tema CdV la collaborazione è massima. Assieme a loro abbiamo fatto negli anni alcune presenze alla fine della Messa principale della domenica per spiegare il ruolo del CdV e come evitare le truffe più comuni, quella dell’oro e del finto nipote.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta “Sicurezza Partecipata”?
Continuo a ritenere fondamentale il ruolo del CdV per la sicurezza partecipata. Fare “Controllo del Vicinato” significa promuovere la sicurezza urbana attraverso la solidarietà tra i cittadini, allo scopo di ridurre il verificarsi di reati contro la proprietà e le persone.
E’ richiesto un unico requisito: alzare il livello di attenzione attraverso pochi, semplici passaggi e non girarsi dall’altra parte. la luce accesa fuori di casa, la siepe tenuta bassa, controllare la casa del vicino quando è via. E “far sapere” che gli abitanti della zona sono attenti e consapevoli di ciò che accade intorno a loro, perché se i vicini lavorano insieme come erano le corti di una volta, aumentando presenza e attenzione agli altri rendono complicata la vita a chi non ha buon intenzioni e riducendo l’appetibilità degli obiettivi, i furti e tanti altri “reati occasionali” potranno essere limitati. Un dato da non sottovalutare, a fine statistico ma non solo: il più delle volte chi subisce un tentativo di furto o nei casi in cui va a segno non faceva parte del CdV e di solito poi si informa e si iscrive.
Questo credo sia il più bel risultato che premia la presenza costante dei tanti referenti che abbiamo orgogliosamente la fortuna di avere a Olgiate Comasco e che, come Sindaco e come cittadino, posso solo ringraziare.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Grosseto

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Il Controllo del Vicinato a Grosseto è attivo dal 2017. Inizialmente, esisteva un unico gruppo di Controllo del Vicinato che operava principalmente nella zona delle Squadre Basse, in particolare nel quartiere Cernaia. Il coordinatore è l’ex comandante dei Carabinieri di Marina di Grosseto, Luigi Ciccone.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
La realtà del Controllo del Vicinato si è sviluppata a livello nazionale nella prima decade degli anni 2000. A Grosseto, questa iniziativa è nata in particolare nelle zone rurali, dove era necessario implementare il controllo tra i residenti per tutelare la sicurezza delle proprietà e dei cittadini.
In seguito, il Controllo del Vicinato si è esteso anche alla città, grazie alla creazione di una disciplina specifica coordinata dalla Prefettura, che si è assunta la responsabilità di organizzare e gestire l’operato dell’iniziativa.
Il 19 giugno 2023, il Comune di Grosseto ha firmato con il presidente dell’Associazione Controllo del Vicinato A.C.D.V. una lettera di intenti per regolamentare l’attività dell’associazione.


Come è strutturato?
Questi gruppi sono formati da aderenti e coordinatori volontari, uniti per collaborare con il Comune di Grosseto, tramite il delegato del Sindaco ai rapporti con il referente comunale dell’Associazione Controllo del Vicinato di Grosseto Sergio Rubegni ed i coordinatori dei gruppi operanti, e, conseguentemente, con le forze dell’ordine e le Autorità, tramite la Prefettura.

L’Amministrazione come lo supporta?
Il supporto dell’Amministrazione comunale si concretizza tramite la sottoscrizione dei vademecum operativi e la firma della lettera di intenti con il Comune di Grosseto.
Questi strumenti hanno l’obiettivo di definire i rapporti tra le parti coinvolte.
Inoltre, la nomina di Amedeo Vasellini come referente del Comune per i Gruppi del Vicinato ACdV, ha aggiunto un ulteriore punto di contatto diretto tra il sindaco e l’associazione.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Preme sottolineare che il CdV è un’associazione tesa a prevenire la criminalità con una partecipazione attiva dei residenti, ma i reati sono cosa ben distinta dall’operato del CdV, nato appunto per ridurre il verificarsi degli stessi contro la proprietà e le persone.
Potrebbe apparire, dunque, come una forzatura mettere in rapporto la natura o il tipo di reato con l’operato dell’associazione cui va, senza dubbio alcuno, tutto il mio ringraziamento.


Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Il secondo punto degli obiettivi del Controllo del Vicinato, sottoscritto con l’Amministrazione comunale nel vademecum, recita: “favorire lo sviluppo di una cultura di partecipazione alle tematiche di sicurezza urbana e della collaborazione attiva dei cittadini attraverso una comunicazione efficace, veloce e organizzata”.
Questo principio riassume in modo esemplare l’aspetto sociale dell’iniziativa.
Sebbene il CdV abbia una funzione di deterrenza nei confronti di illeciti e reati, la sua azione principale consiste nel creare una rete di solidarietà e collaborazione tra i cittadini.
Questo approccio sociale è fondamentale per rispondere ai bisogni diffusi della collettività, non solo in tema di sicurezza, ma anche di salute e prevenzione.


Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Nel 2018, è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra la Prefettura e il Comune di Grosseto, denominato “Patto per Grosseto Sicura”.
Questo accordo ha definito azioni comuni per la tutela della sicurezza urbana, mirando a incrementare la sicurezza percepita e a prevenire forme di degrado urbano.
Tuttavia, credo che, a distanza di sette anni, sia necessario aggiornare le strategie in base alla nuova percezione della sicurezza da parte dei cittadini. È fondamentale, quindi, avviare un’indagine per comprendere meglio le esigenze attuali e ripianificare le azioni congiunte per rafforzare il controllo della sicurezza.
Desidero comunque esprimere il mio apprezzamento per il lavoro svolto finora dal CdV e dai suoi membri, che hanno sempre dimostrato un atteggiamento responsabile e sensibile.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta “Sicurezza Partecipata”?
La “Sicurezza partecipata” può essere definita come un sistema che promuove un rapporto di reciproca collaborazione e fiducia tra le forze dell’ordine e i cittadini, focalizzandosi sulla prevenzione e sullo scambio di informazioni.
La firma del protocollo di intesa con la Prefettura, la stipula della lettera di intenti con l’associazione ACdV e la nomina del referente comunale per il Controllo del vicinato sono tutti elementi che definiscono chiaramente il concetto di sicurezza partecipata.
L’Amministrazione comunale ha da tempo intrapreso azioni concrete in questa direzione, garantendo un impegno costante tra i cittadini, il Comune di Grosseto e le Forze dell’ordine, con l’obiettivo di rendere la nostra città un luogo più sicuro per tutti.

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