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ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Cuggiono

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Cuggiono (Mi), Giovanni Cucchetti.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Nel comune di Cuggiono il Controllo del Vicinato formalmente è riconosciuto con la sottoscrizione del protocollo proposto dalla Prefettura nel marzo 2019, ma nella realtà è attivo dal marzo 2015 quando con nota 09 marzo 2015 prot. 2826, il Sindaco Flavio Polloni aderì e avviò insieme al gruppo Controllo del Vicinato la proposta formulata condividendone appieno le finalità.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Ne siamo venuti a conoscenza tramite l’attuale Coordinatore dott. Fausto Benzi a seguito di una richiesta di incontro formulata nel mese di febbraio 2015 a cui sono seguiti incontri e la relativa attivazione.

Come è strutturato?
In realtà il Controllo del Vicinato è una autoorganizzazione tra persone che abitano vicino con il fine del controllo “sociale” delle zone intorno alle proprie abitazioni, esattamente come accadeva nelle case di cortile di una volta.
È strutturato con attività di informazione e formazione anche con le Forze dell’Ordine. Questi momenti sono di fondamentale importanza in quanto servono per riconoscere e quindi individuare i fattori di rischio e di vulnerabilità del nostro territorio cercare quindi di porvi rimedio.
Per comunicare in modo veloce tra gli aderenti e segnalare eventuali segnali viene utilizzato Whatsapp.


L’Amministrazione come lo supporta?
L’ACdV è supportata dall’Amministrazione mettendo a disposizione dell’Associazione stessa una sede per poter incontrare i cittadini e dando supporto specifico tramite il Comando della Polizia Locale ogni qualvolta richiesto e necessiti e garantendo un flusso reciproco di informazioni utili.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Il reato di cui si ha maggiore notizia è il furto, tuttavia si sono registrati anche di recente, fattispecie di ricettazione, spaccio di stupefacenti, guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, guida senza patente e resistenza a pubblico ufficiale. Tutti questi fatti recenti sono stati accertati e perseguiti dalla nostra Polizia Locale, nel corso della quotidiana attività di controllo del territorio. Per quanto non rilevanti dal punto di vista penale, almeno sino ad ora, si registrano, purtroppo, anche dei fenomeni di abbandono di rifiuti.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Certamente, il Controllo del Vicinato ha indubbiamente una funzione sociale in quanto è vettore e facilitatore di collaborazione e fiducia tra i vicini e quindi “è fautore di costruzione di una rete sociale” affinché si possa instaurare un clima di maggior sicurezza non solo percepita ma reale da parte dei residenti.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Penso che la risposta stia nella necessaria relazione che deve esistere tra i gruppi di Controllo del Vicinato, polizia locale e forze dell’ordine, quale primo punto di contatto e di risposta delle istituzioni. Una relazione che deve essere basata sul reciproco riconoscimento dei ruoli e capacità di ascolto da parte dell’Amministrazione pubblica, e non solo da parte della Polizia Locale per evitare che il “protagonismo positivo” dei cittadini non venga colto e quindi vanificare nei fatti la collaborazione della società civile e nel contempo alimentare l’allarme sociale.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Assolutamente no. Il Controllo del Vicinato è una componente fondamentale, anzi direi indispensabile per la costruzione di una “sicurezza partecipata”. Infatti il Controllo del Vicinato è fondamentale per l’attivazione di una rete attraverso la partecipazione dei cittadini, per il recupero delle regole di buon vicinato e di attenzione sociale.

Nova Milanese (Mb), grande partecipazione all’incontro sulle truffe alla Cascina Triestina

Giovedì 11 settembre 2025, presso la storica sede della Cascina Triestina nel comune di Nova Milanese (MB), si è tenuto un partecipato incontro pubblico sul tema delle truffe, organizzato dai Soci dell’Associazione Controllo del Vicinato ACdV di Nova Milanese.
L’iniziativa rientra nel percorso di formazione e sensibilizzazione della cittadinanza, promosso in collaborazione con l’Associazione Cascina Triestina, realtà attiva da anni nel territorio sia con eventi culturali sia con attività educative legate all’Università del Tempo Libero.
Presenti all’incontro, Il Sindaco Fabrizio Pagani, l’Assessore alla Sicurezza Leonardo Paletta, il Comandante della Polizia Locale Cosimo Tomasso, i coordinatori locali del CDV numerosi cittadini, con l’aula gremita fin dall’orario d’inizio, fissato strategicamente alle 18:00 per favorire la partecipazione anche delle persone più anziane.
Tema centrale dell’incontro: “Non ci casco!”, un focus sulle truffe ai danni dei soggetti più fragili, in particolare anziani e persone sole, alla luce dei numerosi episodi recentemente saliti agli onori della cronaca.
Dopo l’apertura a cura del Presidente di Cascina Triestina, sig. Lorenzon, ha preso la parola Stefania Francia, Socia ACdV e coordinatrice del CDV di Nova Milanese, la quale ha ripercorso la storia e i valori del Controllo del Vicinato a Nova Milanese, attivo dal 2017. Ha illustrato il concetto di “Sicurezza Partecipata”, ovvero l’impegno civico e volontario dei cittadini a tutela del bene comune, ricordando le tappe fondamentali del progetto e le numerose iniziative svolte in questi anni.
Successivamente, la relatrice ha illustrato alcune delle truffe più diffuse, comei finti messaggi su WhatsApp da parte di “figli” o “nipoti” in difficoltà, email sospette con indirizzi ingannevoli, la truffa dello specchietto, delle monetine e altre ben note raggiri da strada.
Il Comandante Cosimo Tomasso, intervenuto subito dopo, ha approfondito le nuove forme di truffa digitale, spesso camuffate da comunicazioni ufficiali di enti come NoiPA, Nexi, banche, assicurazioni. In molti casi, il truffatore utilizza loghi falsificati per guadagnare fiducia e induce l’utente a cliccare su link o QR code fraudolenti, portando al furto dei dati bancari e al prosciugamento di conti correnti e carte di credito.
Non sono mancati riferimenti anche alle truffe “sentimentali” o “di cuore”, che fanno leva sulla vulnerabilità emotiva per ottenere denaro.
Durante l’incontro, molti cittadini hanno condiviso esperienze personali, contribuendo a un dialogo aperto e utile che ha arricchito la serata con testimonianze dirette e spunti concreti.
L’Associazione Controllo del Vicinato di Nova Milanese si è resa disponibile per ulteriori incontri, aggiornamenti e nuove adesioni, nell’ottica di una sicurezza sempre più partecipata e consapevole.
All’uscita, i partecipanti hanno ricevuto in omaggio un piccolo cestino di caramelle, un segnalibro con il logo ACDV e un vademecum sulle truffe più comuni, utile promemoria per riconoscerle e difendersi.

Videoconferenza con i coordinatori dei gruppi di Controllo del Vicinato di Alba Adriatica (TE)

Nella serata di lunedì 15 settembre 2025, dopo cena, si è tenuto un incontro in videoconferenza con le coordinatrici e i coordinatori dei sei gruppi di Controllo del Vicinato attivi nella città di Alba Adriatica. Cinque di questi gruppi risultano ormai pienamente consolidati, mentre il sesto è attualmente in via di formalizzazione.
In rappresentanza dell’Associazione Controllo del Vicinato (ACdV) hanno partecipato il presidente Ferdinando Raffero, il consigliere del Direttivo Leonardo Cordone e la referente locale Alessandra Cardelli. Quest’ultima, oltre a rappresentare ACdV sul territorio, svolge anche il ruolo di delegata nominata dall’Amministrazione Comunale per seguire e favorire lo sviluppo del progetto in città.
Durante l’incontro è stata fatta una riflessione sull’esperienza maturata nei primi nove mesi di attività. Sono stati chiariti alcuni aspetti di carattere gestionale e si è ribadita l’importanza del ruolo dei coordinatori nel trasmettere conoscenze, buone pratiche e procedure ai membri dei rispettivi gruppi. È stata inoltre ricordata la possibilità per i coordinatori di accedere all’area riservata a loro dedicata e si è discusso del rapporto di collaborazione con la Polizia Locale, considerato un elemento essenziale per il buon funzionamento dell’iniziativa.
L’Associazione ACdV, attraverso questi momenti di confronto, conferma la volontà di mantenere un dialogo diretto non solo con i soci, ma anche con i coordinatori, che spesso non rivestono la qualifica di soci. Questo approccio dimostra che l’Associazione desidera fortemente rimanere vicina al territorio e alle persone che ne fanno parte, favorendo così una partecipazione attiva e consapevole.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Maslianico

Questo mese siamo stati a colloquio con la prima cittadina di Maslianico (Co), Giovanni Onofrio.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Da circa due mesi.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Sono stato contattato da un responsabile del CdV di un Comune adiacente che mi ha proposto di estendere l’attività anche a Maslianico.

Come è strutturato?
Siamo una sessantina di partecipanti coordinati da un responsabile.

L’Amministrazione come lo supporta?
L’Amministrazione si è impegnata a fondo in fase di realizzazione dell’iniziativa organizzando una serata divulgativa e mettendo a disposizione i propri canali istituzionali e social.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Furti in appartamento.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Penso uno degli scopi dell’iniziativa sia di rendere i cittadini più partecipi alle vicende comuni, far passare il messaggio che girarsi dall’altra parte quando non veniamo toccati in prima persona sia controproducente e antieducativo.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
La comunicazione tra le componenti citate è fondamentale, nel rispetto delle singole competenze. Uno sforzo congiunto deve portare ad una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Penso al CdV come una componente importante nel coinvolgere i cittadini e le istituzioni per arrivare ad una situazione di maggior sicurezza dei nostri territori.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con la prima cittadina di Solaro

Questo mese siamo stati a colloquio con la prima cittadina di Solaro (Mi), Nilde Moretti.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
I primi passi per il Controllo del Vicinato a Solaro sono stati mossi nel 2019, con una partecipata riunione di presentazione.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Abbiamo notato gli ottimi risultati in altri Comuni e abbiamo riconosciuto il valore dell’associazione, per proporre l’iniziativa alla cittadinanza.

Come è strutturato?
A Solaro, l’associazione è divisa in cinque zone di quartiere, ognuna con il suo coordinatore ed i suoi canali informativi. Esiste poi l’assemblea dei coordinatori che traccia un bilancio delle attività e aggiorna gli appartenenti sugli eventi più significativi.

L’Amministrazione come lo supporta?
Nel tempo abbiamo cercato di favorire l’aggregazione di quanti più cittadini possibile e recentemente abbiamo anche messo a disposizione una sede per le riunioni. Si trova a Casa Brollo, in frazione Villaggio Brollo, in un edificio che funziona anche da base operativa per la Protezione Civile e come ufficio distaccato della Polizia Locale.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Per le statistiche precise è sempre giusto rivolgersi alle autorità. Come Comune abbiamo partecipato a vari incontri con gli enti superiori per avviare azioni decise per il contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti e abbiamo attivato pattugliamenti straordinari attraverso la Polizia Locale anche per contrastare la cosiddetta microcriminalità, gli atti vandalici e, purtroppo, i furti in abitazione.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Sicuramente. Il Controllo del Vicinato ha l’indubbio merito di rimettere al centro della quotidianità i rapporti tra vicini di casa e all’interno del proprio quartiere, certamente agevolando una coesione sociale che, purtroppo, in questi tempi frenetici di lavoro e social media, talvolta si va a perdere. Conoscere il mio vicino di casa e sapere che è disposto a vegliare sul nostro quartiere mentre non ci sono, sicuramente favorisce un rapporto di comunicazione più disteso, di fiducia. 

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
A Solaro funziona già piuttosto bene grazie alla disponibilità delle Forze dell’ordine ed all’impegno dei coordinatori di quartiere. Come Amministrazione Comunale cerchiamo di mettere a disposizione quelle risorse che riteniamo utili e sicuramente saremo sempre una sponda ideale per tutte le iniziative che il Controllo del Vicinato può proporre.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Il Controllo del Vicinato è decisamente parte della Sicurezza Partecipata. Lo è per conformazione, per statuto, per capacità e per risultati. Sappiamo dai nostri coordinatori che più i gruppi sono partecipati, più le persone capiscono che tipo di valore ricoprano. La Sicurezza Partecipata comincia proprio qui: gli occhi che guardano il territorio, le persone che lo vivono, sono la fonte principale dal quale il lavoro dei professionisti del settore si sviluppa per il bene e la sicurezza del territorio.

Castiglione Torinese rilancia il progetto di ACdV

Dopo alcuni anni di relativa quiete, Castiglione Torinese punta a rilanciare il progetto del Controllo del Vicinato, presente sul territorio comunale sin dal 2017. Nella serata di presentazione, svoltasi martedì 10 giugno, l’obiettivo è stato chiaro: rafforzare la collaborazione tra cittadini e istituzioni per aumentare la sicurezza e il senso di comunità.
A sostenere l’iniziativa erano presenti il consigliere delegato alla sicurezza Samuele Stradella, il vicesindaco Manlio Giaretto e, in rappresentanza delle forze dell’ordine, il nuovo comandante della stazione dei Carabinieri di Castiglione Torinese, Davide Martoscia. A condurre la serata, per ACdV, è stato il presidente Ferdinando Raffero, con il Socio Diego Innocenti che hanno illustrato i principi e le modalità operative del progetto.
Durante l’incontro, molto partecipato, i cittadini hanno posto numerose domande, dimostrando interesse e consapevolezza rispetto all’importanza del ruolo attivo che ognuno può avere nella prevenzione dei reati. Al termine della serata, diversi presenti hanno già deciso di iscriversi e aderire attivamente all’iniziativa.
L’amministrazione comunale auspica che questo nuovo slancio possa portare alla creazione di nuovi gruppi di controllo e rafforzare quelli già esistenti, in un’ottica di prevenzione condivisa e collaborazione diretta con le Forze dell’Ordine.

Castiglione della Pescaia (Gr), festa annuale del Cdv locale

Sabato 31 maggio, immersa nella splendida cornice della Tenuta Andana La Badiola, si è svolta la quarta edizione dell’aperitivo del buon vicinato, organizzato dal Gruppo del Vicinato ACdV di Castiglione della Pescaia, costituito e coordinato da Sergio Rubegni a partire dal 2015. Nel febbraio di quest’anno è subentrato a Rubegni il Socio Ivan Carito, Carabiniere in pensione, il quale è stato per 18 anni al comando della stazione di Buriano, Vetulonia, Tirli.
L’evento è giunto alla terza edizione ed è divenuto ormai un appuntamento ricorrente nelle diverse attività di socializzazione tra aderenti ai Gruppi CdV e quest’anno è stato ospitato e presieduto da Vittorio Moretti, titolare della Tenuta Andana La Badiola, imprenditore bresciano e pioniere della Franciacorta vitivinicola che nei giorni scorsi ha ricevuto dal Presidente della Repubblica la nomina di Cavaliere del Lavoro in quanto “vera eccellenza del vino italiano”. Classe 1941, Moretti figura tra i 25 insigniti dell’onorificenza per meriti nei settori dell’industria, agricoltura, commercio, artigianato e finanza.
In questo contesto è intervenuto il Sindaco di Castiglione della Pescaia Elena Nappi e nell’occasione, durante il suo intervento ha ufficializzato il recente riconoscimento del Gruppo da parte del Comune, elogiando l’impegno dei cittadini che partecipano attivamente al programma. Il Sindaco ha concluso sottolineando come la fattiva collaborazione dei residenti possa contribuire a creare un ambiente più sicuro per tutti e migliorare la comunicazione e la cooperazione con le Forze dell’Ordine, contribuendo a rendere più efficace il monitoraggio e la prevenzione.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con la prima cittadina di Alba Adriatica

Questo mese siamo stati a colloquio con la prima cittadina di Alba Adriatica (Te), Antonietta Casciotti.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Nel precedente mandato, quello che va dal 2018 al 2023, sempre guidato da me, l’assessore al personale e alla sicurezza, Avv. Alessandra Ciccarelli, firmò il protocollo d’intesa con la Prefettura che comprendeva, tra le varie iniziative volte a rafforzare la sicurezza urbana, l’attivazione del Controllo del Vicinato. Nel mandato attuale la consigliera Alessandra Cardelli, delegata al Controllo del vicinato, insieme alla sottoscritta e a tutta la giunta, ha portato a compimento il progetto, promuovendo gli incontri preliminari con la Cittadinanza, a loro volta preceduti da un intenso lavoro di divulgazione del progetto. I primi gruppi si sono formati nell’autunno 2024.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Come già detto il tutto è iniziato nella precedente consiliatura. Alcuni consiglieri di minoranza espressero formalmente la volontà di istituire sul territorio comunale il Controllo del vicinato e l’amministrazione, attenta alle richieste dei propri cittadini, si è attivata dando una veste più istituzionale al progetto sottoscrivendo prima il protocollo d’intesa con la Prefettura. La consigliera Cardelli Alessandra dell’attuale amministrazione ha contattato telefonicamente un vostro referente dell’Associazione, il sig. Leonardo Cordone e con il suo coordinamento si è pervenuti alla formazione dei primi gruppi.

Come è strutturato?
Ad oggi sul territorio ci sono 5 gruppi per un totale di 70 nuclei familiari coinvolti. Quattro gruppi sono collocati nella parte centrale del paese e un gruppo in una zona più periferica. Il nostro obiettivo è quello di aumentare i gruppi, soprattutto nelle zone più periferiche facendo leva sulla consapevolezza e sulla formazione dei coordinatori, requisiti indispensabili per la buona riuscita del progetto che ha l’obiettivo di mettere in rete persone dotate di buon senso ed equilibrio che possano condividere attenzioni ed informazioni reciproche e fornire una presenza d’insieme finalizzata alla sicurezza urbana e privata.

L’Amministrazione come lo supporta?
L’amministrazione ha messo a disposizione i locali per gli incontri preliminari per la formazione di base dei coordinatori, ha installato i cartelli che delimitano le zone sottoposte a controllo del vicinato, mantiene rapporti costanti con il comandante della polizia locale e le Forze dell’ordine e per il futuro si pensa di coinvolgere i centri per gli anziani, con incontri mirati per illustrare come proteggersi in caso di truffe o furti.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Pur vivendo in una zona relativamente tranquilla non siamo immuni dai reati contro il patrimonio tra cui i più frequenti sono i furti nelle case, nelle attività, i furti di oggetti, siano essi di valore come le auto, che di modico valore come le bici. Altri reati comuni ma meno numerosi rispetto ai   furti sono le truffe nei confronti di anziani. Infine troviamo episodi di ubriachezza molesta.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Sicuramente è un modo di fare rete sociale fra i componenti del gruppo e al di fuori del gruppo. Sempre più importante è relazionarsi con gli anziani sempre più soli e pertanto ci impegneremo nei vari incontri formativi a sottolineare questo aspetto sociale oltre a quello più canonico di deterrenza per i delinquenti. 

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Il progetto è appena partito per cui l’amministrazione come da protocollo favorirà gli incontri periodici informativi con il comando della polizia locale e le forze dell’ordine nell’intento di allacciare quelle relazioni che aiutano ad aumentare il livello di sicurezza percepita.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Il Controllo del vicinato è uno dei mezzi fondamentali per la realizzazione della sicurezza partecipata, dove ogni singolo componente del gruppo e di conseguenza i componenti del proprio nucleo familiare, partecipano attivamente al controllo del territorio, mettendo in atto attività che non si limitano alla prevenzione dei reati, ma mirano anche a promuovere coesione sociale e un maggiore senso di responsabilità collettiva.

ACdV intervista i sindaci. A colloquio con il primo cittadino di Solbiate con Cagno

Questo mese siamo stati a colloquio con il primo cittadino di Solbiate con Cagno (Co), Federico Broggi.

Da quanto tempo nel Suo Comune è attivo il Controllo del Vicinato?
Il Controllo del Vicinato è stato istituito circa 10 anni fa e nel tempo è diventato una realtà solida sul nostro territorio. Da un piccolo gruppo, ogni anno siamo riusciti, grazie all’impegno di tanti cittadini, a farlo crescere e radicare gruppi su gran parte delle zone del nostro Comune.

In quale modo ne siete venuti a conoscenza?
Il CdV era inizialmente nato in alcuni Comuni dell’erbese e grazie all’aiuto di altri Sindaci ho contattato il referente di Como per chiedere supporto nell’organizzazione di un’assemblea pubblica per presentare alla cittadinanza quanto tornare a sviluppare i rapporti di vicinato – con un approccio legato alla sicurezza – fosse importante. Ci fu una grande partecipazione e da allora siamo partiti.

Come è strutturato?
Nel tempo ci siamo sempre meglio strutturati, per quanto tutto sia migliorabile. Oggi abbiamo un cittadino che funge da referente comunale e fa da “ponte” tra l’Amministrazione comunale e i gruppi di Cdv, si rapporta con la Polizia locale per l’iscrizione di nuovi gruppi e nuovi cittadini. Sul territorio ci sono una decina di gruppi attivi.

L’Amministrazione come lo supporta?
Poiché riteniamo che il tema della sicurezza sia centrale in questo periodo storico, questa delega è stata affidata al Vice Sindaco, che ha a sua volta affidato una delega di collaborazione specifica sul Controllo del Vicinato a un consigliere comunale. Vice Sindaco e consigliere si interfacciano con i coordinatori e con i gruppi, promuovendo riunioni e incontri per la costituzione di ancora nuovi gruppi. In Provincia di Como siamo tra i pochi Comuni che hanno stipulato (e rinnovato) il Protocollo d’Intesa con la Prefettura per la gestione del CdV, poiché crediamo si fondamentale mantenere un collegamento tra CdV e forze dell’ordine.

Quali sono i reati maggiormente effettuati nel Suo Comune?
Fortunatamente siamo un Comune con pochi atti delittuosi e il reato principale, come nella più parte dei Comuni della zona, è legato ai furti in abitazione. Per contrastarlo, oltre a incentivare il CdV, stiamo sviluppando un progetto per implementare la video sorveglianza sull’intero territorio comunale.

Ritiene che il Controllo del Vicinato oltre ad una funzione di deterrenza abbia anche una funzione sociale nel senso di avvicinare o fare parlare tra loro persone che altrimenti sarebbero indifferenti?
Il CdV nasce con questa duplice funzione, sociale e di deterrenza; proprio la funzione sociale è la molla che attiva la costituzione di un gruppo di CdV, poiché i cittadini decidono di collaborare tra loro, con il proprio Comune e con le forze dell’ordine per il bene altrui, recuperando le buone pratiche ormai perse dei rapporti di vicinato.

Come ritiene che possa essere potenziata la collaborazione tra CDV, Polizia Locale e Amministrazione nel rispetto delle singole competenze e ruoli?
Credo che non servano rigide sovra-strutture anche per regolare i rapporti tra un’Amministrazione, la Polizia Locale e il CdV, perché questo allontanerebbe le persone, già disamorate dalla burocrazia. Serve dare sostegno e spazio d’iniziativa ai gruppi e sensibilizzare le forze dell’ordine tutte sull’utilità di avere un rapporto e mantenere un costante canale di dialogo con i gruppi del territorio.

Pensa al Controllo del Vicinato come un qualcosa a sé stante o una componente importante della cosiddetta ‘Sicurezza Partecipata’?
Se il CdV fosse un fenomeno o un soggetto a sé stante non sarebbe utile al territorio. La sicurezza partecipata è fatta di attori e azioni diverse tra loro e la cittadinanza attiva deve essere protagonista. Se il CdV è radicato, se ha occhi in più per supportare le Amministrazioni e le forze dell’ordine, allora svolge appieno la sua funzione sociale e rientra a pieno titolo come attore protagonista della sicurezza partecipata.

Sesto Calende (Va), presentazione del progetto CdV

Martedì 15 aprile, oltre un’ottantina di sestesi, presenti in Sala Consiliare, hanno partecipato all’incontro informativo di presentazione sul progetto di Controllo del Vicinato promosso dall’Amministrazione comunale e dalla Polizia Locale.
L Assessore alla Sicurezza Francesca Gualtieri ha esposto i punti salienti del protocollo sottoscritto con la Prefettura di Varese sul CdV mentre il vice presidente ACdV-OdV Alfonso Castellone, con la sua solita appassionata esposizione, ripresa anche in diretta streaming dal sito web del Comune, ha coinvolto i presenti ricordando i capisaldi del progetto, l’efficacia nel prevenire i reati predatori, nel consolidare le relazioni sociali, nell’aumentare il senso di appartenenza di una comunità, nel migliorare i rapporti con le Forze dell’ Ordine e le Polizie Locali.
La Comandante della Polizia Locale di Sesto, Monica Mastriani ha esortato i presenti ad aderire al progetto, consegnando gli apposito moduli presso il Comando, impegnandosi a incontrare i cittadini che aderiranno, nei luoghi di residenza.

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